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domenica 29 marzo 2015

Yogurt fatto in casa con la yogurtiera

yogurt (8)

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Da quando ho letto “La decrescita felice” di Maurizio Pallante, libro inneggia al rallentamento dello stile di vita moderno, in barba a chi ci vorrebbe solo consumatori, ho cominciato a fare lo yogurt in casa: per ora lo faccio con la macchina dello yogurt, ma mi voglio impegnare a fondo e riuscire a faro anche senza!
Fare lo yogurt in casa è semplicissimo e costa poco, sia come soldi che come impegno: con un litro di latte si ottengono 7 vasetti di yogurt da circa 150 g l’uno (quelli che si comprano sono da 125 g): un bel risparmio!
Io uso latte biologico e così ottengo un prodotto sempre fresco, buonissimo sia di gusto che per la salute, non produco rifiuti (i vasetti sono di vetro, riutilizzabili) ed è un prodotto che non deve fare chilometri e chilometri per giungere fino a casa mia, producendo ancor più inquinamento (azienda produttrice/camion per il trasporto/supermercato).
Direi che è ora di cominciare a farsi lo yogurt da soli, no?

INGREDIENTI (per 7 vasetti di yogurt da circa 150 g l’uno)

    • latte biologico intero 1 litro
    • yogurt biologico bianco intero 1


PROCEDIMENTO
  • Mettere il latte fresco dentro una ciotola, aggiungere lo yogurt (si compra la prima volta, poi tiene indietro un vasetto ogni volta e si usa per fare lo yogurt la volta successiva) e mescolare con un cucchiaio per amalgamare il tutto.
  • Versare lo yogurt dentro i vasetti di vetro, che devono essere puliti e asciutti (io li sterilizzo in lavastoviglie), chiudere con il coperchio, riporre nella yogurtiera e chiudere.
  • Accendere la yogurtiera e aspettare 12 ore: nel frattempo non bisogna muoverla, altrimenti si pregiudica la buona riuscita dello yogurt.
  • Dopo 12 ore, aprire la yogurtiera e far raffreddare i vasetti (saranno tiepidi).
  • Riporre in frigorifero i vasetti: si conservano per diversi giorni, anche se è meglio non conservarli troppo a lungo, per non far perdere le preziose qualità di questo prodotto.
  • Al momento della consumazione si può aggiungere frutta fresca, marmellata, cereali, miele e tutto quello che la fantasia suggerisce.

sabato 28 marzo 2015

Cucinare in famiglia – Ricette tra rime e fornelli

Cucinare in famiglia (1)

Cucinare in famiglia – Ricette tra rime e fornelli

Cucinare in famiglia – Ricette tra rime e fornelli” è un ricettario di famiglia tascabile con due opzioni di lettura: da un verso troviamo ricette prevalentemente umbre (come le autrici e la casa editrice), con protagonisti ingredienti d’eccellenza del territorio, dall’altro verso le autrici ci regalano ricette a cui sono dedicate simpatiche rime che rendono veramente piacevole la lettura.

Scritto a quattro mani da Antonietta Curti e Maddalena Curti ed edito da Graphe.it, questo ricettario di famiglia è un connubio di rime e radici culinarie: le autrici ci trasportano all’interno di una tradizione regionale unica e fiera, basata su ingredienti semplici, ma incredibilmente ricca di sapori e profumi.

Di questo libro mi è piaciuta la voglia di portare la poesia in cucina, perché in fondo anche la cucina è poesia!

Cucinare in famiglia (2)

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Cucinare in famiglia – Ricette tra rime e fornelli

di Antonietta Curti e Maddalena Curti

Graphe.it Edizioni

2011

120 pagine

7,50 euro

venerdì 27 marzo 2015

Ciambella soffice al profumo di limone

Ciambella al profumo di limone

 
 


Questa ciambella è uno dei miei cavalli di battaglia e la faccio almeno una volta la settimana: può essere un'ottima colazione, una merenda per la scuola o un fine pasto leggero e gustoso.
Mi piace profumare la mia ciambella preferita con scorza e succo di limone, biologico ovviamente!
Comprare biologico è un atto politico: si può cambiare la direzione dell'economia se si cambiano in massa i consumi e il mondo potrebbe tirare un sospiro di sollievo se solo facessimo la spesa in maniera più consapevole!
Oltre a non cibarci di antiparassitari e altre schifezze del genere, comprando biologico faremo aumentare la superficie dei terreni coltivati senza l'uso di sostanze chimiche, avendo aria, terra e acqua più pulite.
Comprando prodotti italiani (a km 0 sarebbe fantastico!) possiamo ridurne il trasporto, con conseguente riduzione dell'inquinamento, degli incidenti: per la mia ciambella ho utilizzato i limoni biologici Biosiculà, direttamente dalla Sicilia.
Insomma, abbiamo tantissime possibilità di cambiare il mondo semplicemente riflettendo su ciò che ci portiamo a casa con la spesa... meditate gente, meditate!


INGREDIENTI

  • uova 3
  • farina 3 bicchieri
  • bicchieri di zucchero semolato 2 bicchieri
  • latte 1 bicchiere
  • burro 1/2 panetto (125 g)
  • limone 1
  • bustina di lievito per dolci 1
  • pizzico di sale 1
  • burro e farina per lo stampo



PROCEDIMENTO

  • Mescolare con una frusta a mano zucchero e uova.
  • Unire il latte, il burro sciolto, la scorza, il succo di limone e il sale, un po’ per volta, sempre mescolando.
  • Aggiungere la farina e il lievito, continuando a mescolare.
  • Ungere con il burro uno stampo rotondo per torte di circa 26 cm di diametro, infarinarlo, eliminare la farina in eccesso e versarvi l’impasto.
  • Sbattere lo stampo leggermente sul piano di lavoro, per livellare e per eliminare bolle d’aria.
  • Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti.
  • Togliere dal forno, testare la cottura (inserendo uno stuzzicadenti al centro della torta: se esce asciutto significa che la torta è cotta) e far raffreddare.
  • Sformare la ciambella su una gratella per dolci e far raffreddare completamente.
  • Servire.

giovedì 26 marzo 2015

Il pane carasau – Storie e ricette di un’antica tradizione isolana

Il pane carasau (2)

Il pane carasau – Storie e ricette di un’antica tradizione isolana

Quando si parla di un’isola e quest’isola è la Sardegna, viene subito alla mente la “carta da musica”, ossia il pane carasau, eccezionale prodotto della tradizione sarda.

Antonella Serrenti e Susanna Trassero, donne di Sardegna, hanno raccolto in questo pratico volumetto tascabile edito da Graphe.it tante ricette della cucina sarda che hanno alla base l’utilizzo dell’ingrediente prìncipe, il pane carasau.

Capovolgendo il libro, troviamo la parte dedicata alle testimonianze di chi il pane carasau lo vive quotidianamente e l’interessante bibliografia che ha consentito la realizzazione di questo ricettario, portandoci piacevolmente ad approfondire la cultura e la tradizione dell’isola nuragica.

Regalatelo a chi, come me, ama la Sardegna, ma anche a chi non la conosce, per scoprire una Sardegna piena di entusiasmo, fierezza ed amore per le proprie tradizioni ed il proprio passato.

Il pane carasau (3)

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Il pane carasau – Storie e ricette di un’antica tradizione isolana

di Antonella Serretti e Susanna Trossero

Graphe.it Edizioni

2014

120 pagine

7,50 euro

martedì 24 marzo 2015

Foto dedicate alla Primavera per il contest PEMA: partecipa anche tu!

Un fiore per te
Adoro cucinare e fotografare, quindi ho accettato subito di partecipare al concorso PEMA dedicato alla primavera e ai suoi colori.
Violette

Anche tu puoi partecipare: scatta una foto che rappresenti i colori della tua primavera e guarda sulla pagina facebook PEMA (QUI).
Si può partecipare con massimo 3 foto.

Risotto primavera
Queste sono le foto con cui ho deciso di partecipare: spero che vi piacciano!
W la Primavera!
#icoloridellamiaprimavera #pema @PanePema

lunedì 23 marzo 2015

Calzoni ripieni con cipolla, scamorza e pomodoro

Calzoni ripieni con cipolla, scamorza e pomodoro (8)

Calzoni ripieni con cipolla, scamorza e pomodoro (0) Calzoni ripieni con cipolla, scamorza e pomodoro (1)

Calzoni ripieni con cipolla, scamorza e pomodoro (2) Calzoni ripieni con cipolla, scamorza e pomodoro (3)

Alce Nero  Calzoni ripieni con cipolla, scamorza e pomodoro (5)

Calzoni ripieni con cipolla, scamorza e pomodoro (6) Calzoni ripieni con cipolla, scamorza e pomodoro (7)

Calzoni ripieni con cipolla, scamorza e pomodoro

Calzoni vegetariani che piacciono a tutti: in famiglia andiamo pazzi per la cipolla e questi calzoni sono semplici e strepitosamente buoni!

Si possono anche fare piccolini e servirli con l’aperitivo o per un buffet; grandi, in quantità, per una cena con amici  o in famiglia!

Per questa ricetta ho utilizzato la passata di pomodoro biologica alce nero, azienda impegnata nella produzione biologica già dagli anni ‘70.

 

INGREDIENTI (per 4 persone)

Per l’impasto:

Per farcire:

 

PROCEDIMENTO

Mescolare in una ciotola tutti gli ingredienti per l’impasto: impastare bene con le mani sul piano di lavoro, fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea.

Mettere la palla sotto una ciotola e far lievitare per circa tre ore.

Dividere l’impasto in 8 palline e stenderle a cerchio (spessore 2/3 mm).

In una ciotola mettere la salsa di pomodoro, l’olio, il sale e una macinata di pepe: mescolare e metterne due cucchiai al centro di ogni cerchio.

Spuntare e pelare le cipolle, tagliarle a rondelle finissime, poi a tocchetti grossolani: metterne un cucchiaio sopra la salsa di pomodoro e terminare aggiungendo la scamorza tagliata a cubetti.

Chiudere a mezzaluna il calzone, premendo bene sui bordi con le dita per sigillare.

Cuocere sulla piastra antiaderente bollente e girare quando comincia a colorirsi: basteranno due o tre minuti.

Far colorire anche dall’altro lato e servire subito.

venerdì 20 marzo 2015

Ma sei di coccio? Tigelle. crescenti, piadine e focacce… lungo la via Emilia

 Ma sei di coccio (2)

Ma sei di coccio? Tigelle, crescenti, piadine e focacce… lungo la via Emilia

Ricette di Emilia e di Romagna in questo volume de “I quaderni del Loggione” di Damster Edizioni, scritto da Enrico Belgrado e illustrato da Morena Magri.

Ma sei di coccio (3)

Cenni storici, riflessioni culinarie e aneddoti curiosi per raccontare cosa c’è dietro una ricetta, un prodotto tipico, una materia prima, una tradizione mantenuta da secoli da massaie votate per amore o per forza alla cucina.

Ma sei di coccio (4)

Piade, crescentine, tigelle, borlenghi, ciacci e chi più ne ha più ne metta: ad ogni ricetta seguono le varianti, diverse e sfumate secondo la località di provenienza: pochi chilometri cambiano nomi, dosi e ingredienti, dando connotazioni sempre originali al piatto tipico in questione.

Ma sei di coccio (5)

Impariamo, quindi, che la piada romagnola a Rimini e Riccione è più grande e spianata, mentre a Faenza e Cesena è più piccola e grassoccia: guai a confonderle, pena una bella ramanzina romagnola!

Ma sei di coccio (6)

Veniamo anche a conoscenza della modenese “crescentina”, spesso chiamata “tigella”, soprattutto nel bolognese: errore grossolano, se si pensa che le tigelle sono invece i dischetti di terracotta che si usava impilare accanto al camino inframezzati da un po’ d’impasto che, cuocendo, dava appunto le mitiche crescentine.

Ma sei di coccio (1)

Che dire: viva l’Emilia, la Romagna e la cucina di una volta!

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Ma sei di coccio?

di Enrico Belgrado

Damster Edizioni

2013

126 pagine

9 euro

mercoledì 18 marzo 2015

Frullato all’avena con noci, cacao e zucchero di canna

Frullato all'avena con noci, cacao e zucchero di canna (2)
Frullato all'avena con noci, cacao e zucchero di canna (1) Frullato all'avena con noci, cacao e zucchero di canna (3)

Frullato all'avena con noci, cacao e zucchero di canna

Ecco un frullato buonissimo, fresco, salutare ed energetico, adatto sia per vegetariani e vegani, in quanto contiene esclusivamente alimenti di origine vegetale.

Al posto del latte ho usato la bevanda biologica all’avena dell’azienda Sarchio, rendendo il frullato accessibile a chi soffre di intolleranza al lattosio.
Ottima merenda per i bimbi appena tornano da scuola oppure ottima colazione energetica e gustosa.
Gli ingredienti contrassegnati con l’asterisco appartengono al commercio equosolidale.

INGREDIENTI (per una persona)


PROCEDIMENTO
  • Tritare finemente le noci nel mixer, unire il cacao, lo zucchero  e la bevanda all’avena fresca di frigorifero, frullando qualche istante per amalgamare bene il tutto.
  • Versare nel bicchiere e servire subito.

martedì 17 marzo 2015

Tigelle montanare con lievito di birra

Tigelle montanare con lievito di birra (10)
 
Tigelle montanare con lievito di birra (1)     Tigelle montanare con lievito di birra (2)
Tigelle montanare con lievito di birra (3)     Tigelle montanare con lievito di birra (4)
Tigelle montanare con lievito di birra (6)     Tigelle montanare con lievito di birra (7)
Tigelle montanare con lievito di birra (8)     Tigelle montanare con lievito di birra (9)

Questo è un tipico prodotto montanaro modenese, che prende il nome di "crescentina" nella zona  d'origine, ma nel bolognese viene chiamata "tigella". Le "tigelle" sono in realtà gli antichi dischetti di terracotta che venivano messi accanto alla brace del camino e impilati uno sull'altro, mettendo ogni due tigelle un dischetto di pasta in mezzo a due foglie di castagno.
Adesso si usano per la cottura delle pratiche tigelliere di ghisa che si possono usare sul fornello a gas: ne esistono di diverse misure, quella da sette tigelle è molto pratica (anche se un po' più pesante) perché consente di affrettare i tempi di cottura.
Ho abbinato a queste tigelle, farcite con vari salumi, formaggi e verdure, un vino piemontese biologico, il Dolcetto d’Acqui dell’azienda vitivinicola biologica Bellati Maria Carla, adatto a tutto pasto.

INGREDIENTI (per circa 40 tigelle/per 6-8 persone)

    • farina 0  1 kg
    • lievito di birra fresco 2 cubetti (50 g)
    • acqua 500 ml
    • olio extravergine d'oliva 4 cucchiai
    • sale fino 2 cucchiaini


PROCEDIMENTO

  • Mescolare tutti gli ingredienti impastando per qualche minuto, fino ad ottenere un impasto omogeneo.
  • Formare una palla e farla lievitare 4 ore, coperta con una ciotola, a temperatura ambiente.
  • Impastare per un po' la pasta lievitata, poi formare 40 palline (oppure stendere la pasta col mattarello e ricavarne dei dischetti con un tagliapasta o un bicchiere) e farle lievitare un'altra ora sotto un canovaccio a temperatura ambiente.
  • Preriscaldare sul fornello a gas (né troppo alto, né troppo basso) la tigelliera per circa 10 minuti, poi disporre le palline (o i dischetti) negli incavi dello stampo, chiudere e cuocere per qualche minuto, controllando di tanto in tanto: voltare una sola volta la tigelliera per cuocere anche dall'altro lato.
  • Disporre le tigelle cotte in un cestino, avvolte da un canovaccio.
  • Servirle bollenti, accompagnandole con pesto (lardo tritato con aglio e rosmarino) e parmigiano, salumi, formaggi, verdure sott'olio e sott'aceto, marmellata o crema di cacao alle nocciole.

Il quaderno dei Dolci liquorosi – ricette di ieri e di oggi

Il quaderno dei dolci liquorosi (1)Il quaderno dei Dolci liquorosi – ricette di ieri e di oggi

Ricordo quando, da bambina, facevo scorribande in cucina e “tocciavo” il dito nell’impasto che la nonna preparava con meticolosa attenzione: quando aggiungeva il liquore (nocino, maraschino o un po’ di grappa) mi sembrava un momento magico e trasgressivo, atteso con grande trepidazione ogni volta.

Il quaderno dei dolci liquorosi (3)

Il quaderno dei Dolci liquorosi” edito da Kellermann, a cura di Elisabetta Tiveron, è un ricettario colmo di preparazioni casalinghe leggermente alcoliche vestito da quaderno, scritto in bella calligrafia da Nicoletta Piol e deliziosamente illustrato da Roberto Da Re Giustiniani.

 Il quaderno dei dolci liquorosi (2) Il quaderno dei dolci liquorosi (4)

Si parte dagli Albesi al Barolo, passando per le Crépes Suzette e terminando con la Zuppa Inglese: una carrellata di ricette regionali italiane (con qualche escursione esotica), per ricordare una cucina casereccia ma raffinata che ha il profumo dei ricordi.

Il quaderno dei dolci liquorosi (5) Il quaderno dei dolci liquorosi (6)

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Il quaderno dei Dolci liquorosi – ricette di ieri e di oggi

a cura di Elisabetta Tiveron

Kellermann Editore

69 pagine

9 euro

domenica 15 marzo 2015

Torta soffice allo yogurt con farina di farro

Torta soffice allo yogurt con farina di farro (6)

Torta soffice allo yogurt con farina di farro (1) Torta soffice allo yogurt con farina di farro (2)

Torta soffice allo yogurt con farina di farro (3) Torta soffice allo yogurt con farina di farro (4)

Torta soffice allo yogurt con farina di farro (5) Torta soffice allo yogurt con farina di farro (6)

Torta soffice allo yogurt con farina di farro

La colazione dovrebbe essere il pasto più importante della giornata, perché serve a fornire energia per tutta la giornata e a partire con il piede giusto: spesso la trascuriamo, accontentandoci di un caffè veloce e di qualche biscotto o una pastina.

Fare una ciambella gustosa e sana costa meno di quel che si pensa, sia in termini economici che di tempo e la nostra salute di certo ne gioverà: preparare un dolce per i mattino  impiega veramente pochi minuti e cuoce in forno in una quarantina di minuti, in cui possiamo tranquillamente dedicarci ad altro, ottimizzando i nostri tempi.

Dare una merenda sana ai bambini a scuola sarà ancora più facile e comodo: la nostra torta del mattino ci potrà servire anche per questo e vi assicuro che piacerà di sicuro!

Gli ingredienti vanno sempre scelti con cura: io questa volta ho scelto la farina di farro biologica Poggio del Farro, perché mi piace variare gusti, consistenze e materie prime, donando ogni volta originalità alle mie ricette.

Prendetevi il tempo per fare questa torta, non cadete nella banalità delle merendine confezionate: farete bene a voi, ai vostri bambini e al vostro portafoglio!

 

INGREDIENTI

    • uova 3
    • farina di farro 3 bicchieri
    • zucchero semolato 2 bicchieri
    • yogurt bianco intero 1 vasetto
    • burro fuso 1 vasetto
    • limone 1
    • bustina di lievito per dolci 1
    • pizzico di sale 1
    • burro e farina per lo stampo

 

PROCEDIMENTO

  • Mescolare con una frusta a mano zucchero e uova.
  • Unire lo yogurt, il burro sciolto intiepidito, la scorza di limone grattugiata e il sale, un po’ per volta, sempre mescolando.
  • Aggiungere la farina di farro e il lievito, continuando a mescolare.
  • Ungere con il burro uno stampo rotondo per torte di circa 26 cm di diametro, infarinarlo, eliminare la farina in eccesso e versarvi l’impasto.
  • Sbattere lo stampo leggermente sul piano di lavoro, per livellare e per eliminare bolle d’aria.
  • Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti.
  • Togliere dal forno, testare la cottura (inserendo uno stuzzicadenti al centro della torta: se esce asciutto significa che la torta è cotta) e far raffreddare.
  • Sformare la ciambella su una gratella per dolci e far raffreddare completamente.
  • Servire.

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Per saperne di più sui prodotti Poggio del Farro:

www.poggiodelfarro.com

www.youtube.com/user/poggiodelfarro

www.facebook.com/pages/Poggio-del-farro/151555911626993

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